giovedì 17 luglio 2008

Val Calamento, Slimber, Cima d'Ezze, Valtrigona

Giovedì ho trascorso un'altra giornata in solitudine nel Lagorai.
Il mio intento era quello di visitare la Valtrigona, una stupenda laterale della val Calamento che è da qualche anno diventata "Oasi Protetta del WWF". In mattinata ho salito la Val Calamento fino al Passo Palù. Da lì mi sono spostato sulla cresta dello Slimber, che è composto di due cime: una erbosa ed una rocciosa. Dallo Slimber, sempre seguendo la cresta ove possibile, ho puntato verso cima d'Ezze. Dopo una breve sosta sono sceso sulle rive del bellissimo laghetto d'Ezze, dove ho "pranzato" con un ottimo panino. Ho poi risalito il crinale fino a forcella Valtrigona, dalla quale mi sono calato nella magnifica ed incontaminata Oasi del WWF.
(La parte alta della Val Calamento)

(In vetta allo Slimber)

(La val Calamento dalla cresta che collega
le due cime dello Slimber)

(La cresta che collega lo Slimber a cime d'Ezze)

(Il laghetto d'Ezze)

La giornata, bellissima anche dal punto di vista metereologico, si è conclusa con una piacevole sosta a Malga Valtrigona. Dopo l'acquisizione da parte del WWF infatti, la vecchia ed abbandonata malga è stata adibita a piccolo museo, dove si possono imparare molte cose interessanti su flora e fauna tipiche della Valtrigona. Alla malga ho fatto un incontro molto piacevole. Come sospettavo ho trovato Walter, uno dei responsabili del progetto Valtrigona, che avevo conosciuto al Trento Filmfestival durante una visita guidata con la mia classe delle medie. Walter molto gentilmente mi ha fatto da guida nel piccolo centro e mi ha offerto un graditissimo caffè corretto, davanti al quale abbiamo discusso di ambiente, turismo ed altro.
Dopo il bis di grappa sono sceso a valle cantando :-) !!
(Da cime d'Ezze, la cresta percorsa in mattinata)

(Il laghetto d'Ezze)

(La parte alta della stupenda Valtrigona)

(Verso forcella Valtrigona, dai prati sopra la malga)

(Il sentiero nella parte bassa della Valtrigona )

(La ex-malga Valtrigona, ora adibita a museo,
dove ho bevuto un ottimo caffè in compagnia
di Walter, il responsabile del centro)
Saluti

sabato 12 luglio 2008

HAMMOND PLANET!!!

Oggi con l'amico musicista Nicola Gentilini ci siamo spinti fino a Milano, per fare visita all' Hammond Planet, uno dei pochi negozi specializzati in vendita e riparazione del mitico Organo Hammond. Nicola, che ha acquistato un Hammond C-3 poco tempo fa, doveva tornare in negozio per ritirare una testata valvolare. Io ho sfruttato l'occasione per ritornare in quel paradiso (per un tastierista) che avevo visitato qualche anno fa in compagnia di Ermete.
(Una parte della Sala del negozio. Ci sono Hammond ovunque...)

L'organo hammond, il mio sogno di musicista, ha il suono più incredibile che si possa immaginare. Durante la mattinata ho avuto modo di suonare il B-3 che solitamente usa BRIAN AUGER (uno dei migliori Hammondisti di sempre) quando è in tour in Italia.
(L'Hammond B-3 del grande BRIAN. Un suono da favola.)
Ogni tentativo di descrivere il suono di quello strumento e le sensazioni che si provano quando ci si "mettono sopra le mani" sono inutili.
Bisogna sentire per capire.
(Il sottoscritto alle prese con la "bestia".)
Ciao.

Via "Franz", Mesules de la Biesces

Giovedì con Paolo ci siamo spinti nell'incantevole Val Gardena per affrontare un'altra via di Ivo Rabanser. Si tratta della via "Franz", sulle mesules de la Bisces, una compatta parete rivolta a nord-ovest. La via, su difficoltà simili a quelle di "La fontana dell'Oblio", dopo una prima parte in cui supera degli strapiombi di roccia giallastra, si sposta su una placca nerastra, dove la roccia è molto compatta e solida, seppur a tratti ricoperta di una specie di lichene.
Io non ero assolutamente in giornata, purtroppo. Gli strapiombi giallastri poi non sono certo il terreno dove mi muovo meglio. Complice una serie di fattori mi sono sentito a tratti impacciato e non sono riuscito a godermi la via come avrei voluto. Nonostante ciò è stata una bella giornata, e sicuramente una lezione per il futuro. Paolo, come sempre, sicuro e tranquillo anche sui tratti per me più difficili e poco protetti. Alcune foto:

(Stupenda vista sul massiccio del Sassolungo)

(Serial Climbers: Paolo ed il suo dito capriccioso)

(Di ritorno, verso il gruppo delle Odle.)

(La parete con il tracciato della via:
Dopo i primi tiri sul giallo strapiombante
la via si sposta sulla placca di sinistra.)

Saluti!

venerdì 4 luglio 2008

FONTANA DELL'OBLIO

In compagnia di Max e di Paolo (el Squéri), ieri ho affrontato una bellissima via di Stefano Michelazzi, Ivo Rabanser e Stefan Comploi, sulla parete ovest della Pala della Ghiaccia. La cima fa parte dei cosiddetti "Dirupi del Larséc", sottogruppo del Catinaccio che si trova nella sua parte più orientale. E'una cima non molto elevata ma dalle forme molto invitanti, agli occhi dell'alpinista-arrampicatore.

(Lungo il sentiero che porta all'attacco.
Immersi nel magnifico ambiente del Larséc.
La Pala della Ghiaccia è la cima che si intravede a sinistra,
tra gli alberi)

(La Pala vista da Nord. La parete ovest si trova sulla di destra.)

La sottile cresta sommitale, posta in direzione Nord-Sud, precipita vertiginosamente con due verticali pareti nei versanti est ed ovest. Propio la parete ovest è stata l'ultima ad essere "risolta" (attorno al 1980 per opera del forte Tita Weiss).

(La parete ovest della Pala al mattino, visibilmente bagnata nella parte inferiore.)

In una zona dove la roccia è piuttosto friabile, la parete ovest della Pala della Ghiaccia regala invece una roccia di una consistenza e di una bellezza che poco ha da invidiare alle più famose pareti dolomitiche.
Grazie alla maestria di Paolo, arrampicatore di talento ed esperienza, abbiamo affrontato la via dal nome "Fontana dell'oblio". 300 metri, difficoltà fino al VII+ in arrampicata libera. Essendo una via di stampo alpinistico la chiodatura è abbastanza "povera", richiede quindi un buon utilizzo di protezioni mobili.
(Paolo ha affrontato anche i passaggi più difficili con movimenti calmi e misurati
ed un arrampicata che traspare un'apparente "facilità".)

(El Squéri in sosta)
(Paolo nella parte alta della via)
Guinti all'attacco abbiamo trovato la parete bagnata, nella parte bassa. Nonostante questo abbiamo deciso di provare a superare i primi due tiri, i più bagnati, "e poi si vedrà". Nella parte alta la roccia era in effetti asciutta, il che ci ha permesso di concludere la via e di sbucare sull'esile praticello che si trova sulla cima.
(Max sull'ultimo tiro. Superato un tetto si sbuca su una bellissima
placca che porta dritti in cima.)
Per quanto mi riguarda è stata una giornata fantastica. La mia prima via di sesto grado, resa possibile da Paolo che se l'è tirata tutta dal primo all'ultimo metro.
Dato il mio continuo lodare il Larsec, con le sue gole selvaggie ed inesplorate e le sue cime deserte, sono stato eletto all'unanimità "custode del larséc" :-)
(Serial climbers: Paolo, Max ed io)

(In discesa dal passo delle scalette, verso la parete ovest,
salita in mattinata. La via attacca a sinistra di quella fessura nera,
supera la nicchia gialla (unico tiro friabile) e si sposta
a destra sulle placche grigie, di ottima roccia.
Punta poi verso il tetto a falce in alto, che supera sulla
sinistra. Dopo il tetto una placca lavorata porta in cima.)
(Il "custode del Larséc":-)

NOTA: il nome della via deriva da una leggenda. Sotto la parete Ovest sgorga infatti una sorgente le cui acque, secondo una credenza popolare, fanno dimenticare tutte le pene ed i patimenti passati e cancellano il ricordo della persona amata che ci ha fatto soffrire. Donano l'Oblio degli aspetti negativi della vita senza cancellare i bei ricordi.
Sta al passante scegliere se dissetarsi alla fontana dell'oblio o meno..

lunedì 30 giugno 2008

FOTO IN VETTA ALLA WINKLER

Durante la salita alla normale di torre Winkler (George Winkler, caro helfio) io e mio papà abbiamo conosciuto due ragazzi di Pesaro. Avevano sbagliato via: stavano per affrontare, per errore, la "via dei diedri orientali", sempre sulla torre Winkler. E' una via con poche ripetizioni, molto più difficile della "normale" (VI grado continuo).

Giunti in cima uno di loro ci ha scattato questa bella foto. Non rende molto bene l'esposizione della vetta, ma lascia intuire le dimensioni ridotte del terrazzino sommitale.


Saluti

venerdì 27 giugno 2008

Via "Porci con le Ali"

Solo due pazzi possono lanciarsi su una via in valle del Sarca con questo caldo. In questo torrido pomeriggio, con Ale, abbiamo affrontato "Porci con le ali", via sportiva sul monte colt, nei pressi di Ceniga. La roccia è ottima su quasi tutto l'itinerario, la chiodatura buona.
(Sul traverso del secondo tiro)
(In sosta alla fine del 3 tiro)

Difficoltà: dopo il primo tiro di 6b, il resto è sul 5c, 6a. Bellissimi gli ultimi 3 tiri: esposti, tecnici e su roccia molto buona.

(Ale in sosta al terzo tiro. Io sono impegnato su una bellissima placca,
che termina con uno strapiombino, breve ma esposto.)
(Ale in uscita dallo strapiombino)
(Io sul bellissimo diedro del terzultimo tiro.)
(Passo cruciale in uscita dal diedro.)
(Ale, ornato di fiori, all'uscita della via.)
(Serial climbers:-)
Abbiamo patito il caldo. Ale sembrava un ghiacciolo tolto dal freezer e messo sotto il sole cocente :-)
Comunque ci siamo divertiti...e dopo la via..bagnetto nel sarca!!!! Ci ha rigenerati!

PS: Per la relazione e la foto della parete fate un salto sul blog dell'ALE.

Saluti!

Giornata in solitudine nella stupenda val di Lagorai

Solo et pensoso, a passi tardi et lenti, vo mesurando la val di Lagorai.

Con questa piccola licenza poetica, di Petrarchiana memoria, vi lascio alcune foto della stupenda escursione che ho effettuato ieri.
In completa solitudine ho risalito la val di Lagorai, mi sono portato al passo Valon e proseguendo su una cresta, a tratti friabile ed affilata, sono salito sul "Cimon dela Roa" e sulla "Cima delle buse d'or". In discesa mi sono fermato a mangiare ai laghetti alti di Lagorai, incantevoli, poi sono sceso nuovamente verso malga Lagorai, dove mi sono goduto un po' di sole.
(La valle alla mattina)

Giornata favolosa, in un posto favoloso.
Solitudine meditativa.
Fioritura al culmine, profumi e scorci da favola.
(La valle nella parte alta, in fondo il Lago di Lagorai e la Malga Lagorai)
(La cresta del Cimon dela Roa)
(In vetta a Cima buse d'Or)
(I laghetti alti)
(In discesa, foto della cresta del Cimon dela Roa percorsa in mattinata)
(La spianata del Lago Lagorai)

(Il Lago Lagorai)
(La valle in primo pomeriggio, con la bellissima cascata)

..vorrei tu fossi stata con me.