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martedì 16 giugno 2009

GIta di fine scuola sul Cauriol

(sorvoliamo sul fatto che questo aggiornamento sia un evento straordinario...è da mesi che non tocco il blog! Ora forse riprendo..)

Dopo un meraviglioso anno passato ad insegnare nelle superiori di Cavalese, dove ho trovato persone davvero stupende, per "festeggiare" la fine degli scrutini con il mio collega Nicola ci siamo concessi una breve ma appagante escursione in val di Sadole. Méta: il Cauriol, cima che domina l'alta val di Sadole e che ancor oggi testimonia gli orrori e le sofferenze della prima guerra mondiale.
La giornata è stata stupenda, caldo ma ventilato.. cielo sereno con qualche nube in lontananza.

(Nicola al passo Sadole, di fronte al piccolo Cauriòl)

(Una bellissima vipera...impegnata nello scialpinismo!!)


Nicola, pur non essendo molto allenato, ha un buon passo e sa essere silenzioso, quando serve (qualità che apprezzo molto in un compagno di escursione). Credo proprio sia stata un'esperienza piacevole anche per lui.
(Teachers on the top of cauriòl :-)

Ritorno dopo circa un anno in val di Sadole (l'anno scorso, con mio papà ed il mitico Perlo). Quest'anno c'è davvero un sacco di neve!! Il versante austiaco del Cauriol, quello che guarda a nord, è ancora completamente innevato. Persino la conca che separa Cauriol grande e Cauriol piccolo è piena di neve.


(Verso cima d'Asta... quanta neve!)
(Al ritorno, uno sguardo verso il Cauriol, a sx, ed il piccolo Cauriol al centro)


Giornata decisamente da incorniciare.


Ciao

mercoledì 29 ottobre 2008

Riflessione sull'attuale situzione politica in materia di istruzione:


"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

Tratto da un Discorso di Piero Calamandrei del 20 marzo 1950.


Calamandrei fu uno dei grandi intellettuali della prima metà del secolo scorso. Su wikipedia se ne trova la biografia.

Non sembra una profezia, il suo discorso? Non si adatta con inquetante pefezione a quanto sta succedendo in questi giorni? Come si spiega altrimenti l'assurda scelta di attuare un Decreto Legge, che nulla ha a che vedere con una riforma? Che esclude qualsiasi possibilità di dialogo tra i diversi schieramenti politici?

Meditate...

Saluti